SALE O CLORURO DI SODIO?

La nuova normativa Europea sull’etichettatura impone che nelle tabelle nutrizionali di tutti i prodotti trasformati sia indicato obbligatoriamente il contenuto di sale- cloruro di sodio. Non solo è importate saperne la quantità, ma anche l’utilizzo che ne viene fatto (conservante, insaporitore) e la qualità del sale che mangiamo, in termini di origine, estrazione, lavorazione.

Considerando che non è possibile rimuovere o ridurre il sale precedentemente aggiunto nei cibi trasformati, la strada è quella di scegliere consapevolmente quello che portiamo nelle nostre tavole,e che usiamo per insaporire il nostro cibo.

Dall’analisi chimica il sale in natura risulta essere composto di cloruro di sodio arricchito da calcio, potassio, magnesio, ossido di zolfo, ferro, manganese, fluoro, iodio, zinco,cromo, rame, cobalto, e altri preziosi elementi, la cui quantità può variare a seconda del filone di estrazione. Purtroppo, in un qualsiasi barattolino di sale preso al supermercato l’unico elemento comune risulta essere il cloruro di sodio (NaCl), privo di qualsiasi altro elemento combinato. Anzi, nel peggiore dei casi si riscontra l’aggiunta di antimpaccanti come E535 e E536 (Ferrocianuro di potassio) nel sale iodato.

Pensiamo quindi a che lavorazione deve subire il sale per essere “ripulito” di tutti gli elementi che naturalmente porterebbe con se, fondamentali per il funzionamento di tutte le reazioni metaboliche cellulari che mantengono vivo il nostro organismo.

Scrivici

Tecnico

Leave a comment