PIANETA TERRA E CO2?

Il riscaldamento climatico dovuto alle emissioni di gas serra, in particolare di CO2, è uno dei temi più dibattuti al giorno d’oggi e continua a far preoccupare scienziati, ambientalisti e ogni persona che ha cuore la salute del Pianeta che ci sta ospitando.

Come rivelano le previsioni dell’Energy Outlook 2035, un report diffuso dalla multinazionale britannica BP al fine di considerare i cambiamenti che potrebbero interessare il mercato mondiale dell’energia nel ventennio 2015-2035, sulla base di considerazioni di tipo politico, economico e tecnologico, e sull’andamento del rapporto tra domanda e offerta di energia, nel periodo compreso tra il 2010 e il 2030 le emissioni mondiali di CO2 correlate alla produzione di energia mediante l’utilizzo di combustili fossili, cresceranno di circa il 25%.

Nel 2040 le emissioni saranno circa 6 miliardi di tonnellate superiori rispetto al 2010.

Sono dati preoccupanti, che superano i limiti delineati dagli esperti e che impongono ai Governi dei vari paesi azioni decisive, in particolari quelli di Cina e India, in forte espansione economica e quindi con la maggiore richiesta di energia.

A rischio, oltre il riscaldamento del pianeta, c’è il pericolo di acidificazione degli oceani.

A causa dell’aumento della quantità di CO2, infatti, l’equilibrio chimico delle acque marine si è sbilanciato verso un Ph più basso e quindi verso una maggiore acidità.

Alcuni organismi marini (come i coralli e i molluschi) sono dotati gusci in carbonato di calcio, che quindi si dissolvono più rapidamente in una sostanza acida. La progressiva acidificazione delle acque degli oceani compromette pertanto la loro esistenza e gli equilibri degli ecosistemi marini.

L’impegno quindi per la riduzione di questo gas può partire da ognuno di noi, cominciando dalla propria quotidianità con l’adozione di piccoli accorgimenti quali, ad esempio, scegliere di utilizzare energia solare proveniente dai pannelli, oppure mangiare a km 0, il che significa disincentivare il consumo di carburante per il trasporto di questi alimenti. Ancora, cerchiamo di scegliere per lo più cibi organici o prodotti in modo sostenibile, ossia coltivati senza l’utilizzo di fertilizzanti chimici o pesticidi.

Quando compriamo qualsiasi oggetto, poi, prestiamo attenzione all’imballaggio: sono da preferire le confezioni in carta riciclata o prodotte con materiali riciclabili perché, si ricordi, che l’industria cartiera è il terzo responsabile dell’emissione di gas serra.

Partiamo dunque dal piccolo per salvare il Grande!

Fonte: ExxonMobil, dal 2030 emissioni CO2 in calo, 2015, in www.ansa.it

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