I DOLCIFICANTI ARTIFICIALI

L’industria alimentare attuale utilizza largamente lo zucchero raffinato, il quale svolge il ruolo di esaltatore di gusto e di appetibilità. Questo uso spesso incondizionato ha causato un aumento di patologie legate proprio alla sua eccessiva assunzione, con la conseguenza di aver portato molte persone a guardare allo zucchero in maniera critica.

A fronte di questo ʺammutinamentoʺ, l’industria alimentare si è trovata a doverne sviluppare una valida alternativa da addizionare ai propri prodotti, al fine di mantenerli ʺappetibiliʺ tanto quanto lo erano prima. Ed ecco comparire i dolcificanti artificiali.

Aspartame, neotame, acesulfame, saccarina: li troviamo sul retro delle confezioni di cibi e bevande cosiddette ʺlightʺ o ʺsenza zuccheriʺ e si tratta di dolcificanti artificiali, caratterizzati da un potere dolcificante di gran lunga superiore al saccarosio (anche oltre 300 volte), e perciò impiegati in minor quantità. Questi composti innaturali possiedono la capacità di stimolare forzatamente la fame, ottenendo così il risultato opposto rispetto a quello per il quale i consumatori li scelgono (ovvero non ingrassare): i dolcificanti infatti stimolano la produzione di insulina, illudendo il corpo che lo zucchero stia per arrivare, ma siccome questo non arriva, l’organismo inizia a pretendere ciò che gli è stato ʺpromessoʺ innescando così il senso di fame.

Sono inoltre segnalati altri effetti collaterali ben più gravi: primo su tutti la loro presunta cancerogenicità. L’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) è intervenuta a questo proposito dichiarando di non aver riscontrato evidenze scientifiche dimostranti la pericolosità degli edulcoranti, ma il loro profilo di sicurezza rimane comunque discutibile. Basti pensare che non sono liberamente ed ugualmente utilizzati in tutti gli Stati.

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