CARNE DA MACELLO: GLI ALLEVAMENTI – Parte 1

Gli animali destinati al consumo umano o alla produzione di alimenti (latte, uova) possono essere allevati in diversi modi: esistono allevamenti intensivi, industriali ed estensivi.

ALLEVAMENTO ESTENSIVO
In questo sistema il bestiame è libero di pascolare in ambienti aperti ed è un sistema autosufficiente che non necessita di movimentare materiali per funzionare, pertanto porta ai minimi termini l’impatto ambientale generato.
La densità di capi è bassa così gli animali riescono a crescere in maniera naturale, in salute, senza il bisogno massiccio di medicinali per sopravvivere. Le deiezioni animali sono sparse direttamente sul terreno favorendone la concimazione naturale.

Naturalmente non può competere in termini di quantità produttiva con gli altri sistemi e di certo non riuscirebbe a soddisfare l’abnorme domanda di carne e latte attualmente registrata.

ALLEVAMENTO INTENSIVO

Gli animali vengono cresciuti in ambienti confinati e la densità di capi di bestiame è piuttosto elevata: non è consentita loro una piena libertà di movimento, le condizioni innaturali  generano in loro stress e l’insorgere di  malattie che comportano l’uso regolare di medicinali per il mantenimento dello stato di salute.

Gli impianti di allevamento spesso formano delle colonie molto fitte e per questo sono difficilmente auto sostenibili, generando un forte inquinamento ambientale.

L’alimentazione è controllata e tarata per aumentare la resa in carne dell’animale: per accelerare ulteriormente il processo di crescita, in alcuni paesi si usano ormoni della crescita e di estrogeni, oltre a mangimi ad alto contenuto proteico che contengono scarti di macellazione di altri animali, i quali hanno già generato conseguenze negative sia per l’uomo che per gli animali (uno su tutti il “morbo della mucca pazza”).

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