ALIMENTI FUNZIONALI, COSA E QUALI SONO?

Partiamo dalla definizione di alimenti funzionali e scopriamo la loro capacità di influire positivamente su una o più funzioni fisiologiche.

Quando si parla di alimenti funzionali si intende un “Alimento caratterizzato da effetti addizionali dovuti alla presenza di componenti (generalmente non nutrienti) naturalmente presenti o aggiunti che interagiscono con una o più funzioni fisiologiche dell’organismo portando ad effetti positivi sul mantenimento della salute e/o prevenzione delle malattie.” La parola funzionale deriva proprio dal fatto che questi alimenti hanno la peculiarità di dare effetti funzionali al di là del valore nutrizionale (nota conferita come ben si sa dalla frazione proteica o glucidica che costituisce l’alimento stesso). Sicuramente di alimenti funzionali ne avrete già sentito parlare tanto in quanto è assodato ormai rappresentino il mercato emergente: i cambiamenti socio-economici avvenuti negli ultimi anni, dettati dalla necessità di ritrovare il benessere e scacciare la paura verso le malattie, ci hanno spinto alla ricerca di alimenti dotati di maggiori proprietà benefiche.

Scorrendo la definizione troviamo che tali componenti, per esempio fibra, culture batteriche (probiotici), acidi grassi omega-3, estratti vegetali, possono essere naturalmente presenti o aggiunti. Quando vengono aggiunti, si ritrovano scritti sulle confezioni, affiancati a claim salutistici funzionali quali: “Aiuta la tua regolarità”, “Riduce il colesterolo” oppure “Rallenta l’invecchiamento”. Ancor più se oltre ad avere un carattere funzionale concorrono a prevenire l’insorgenza di malattie, così da utilizzare health claim contro l’osteoporosi, malattie gastrointestinali, arterosclerosi etc: claim che naturalmente secondo la normativa europea devono avere una fondatezza scientifica per essere dichiarati.  Attualmente in commercio ce ne sono di vario tipo, ma vorrei però soffermarmi sulla nostra comune errata tendenza: ricercare questi prodotti tra gli scaffali identificando il beneficio in un claim salutistico piuttosto di un altro, non considerando il prodotto di partenza che li veicola. Molte volte infatti vengono aggiunti a cibi di basso valore, come yogurt, caramelle o biscotti ricchi di zuccheri, perciò anche se teoricamente potrebbero essere utili, hanno poco senso.

E ora un elenco di alimenti funzionali che dovremmo consumare tutti i giorni: tè verde, con elevate concentrazioni di potenti antiossidanti che aiutano la detossificazione epatica e hanno azioni protettive nei confronti dei tumori; soia, ricca di fitoestrogeni (lignina); pesce, come il salmone ricco in omega-3, e tutti i cereali a partire dall’avena, in quanto ricca di fibra solubile, in particolare beta-glucano, classificato come prebiotico perchè si è rilevato un buon substrato per la crescita di bifido batteri e lattobacilli (quelli che ora noi cerchiamo avidamente negli yogurt!). Se poi il cereale viene consumato “whole grain” si aggiungono altre proprietà benefiche legate al contenuto di acido fitico, tannini, fitosteroli, composti fenolici, anche questi antiossidanti, che verrebbero generalmente persi durante la brillatura dei grani. Il cibo credo sia il mezzo più semplice e immediato per permettere al nostro organismo di trarne beneficio, perciò sosteniamo il crescente interesse verso alimenti funzionali, che possono dare un contributo concreto al miglioramento della salute e/o nel contribuire alla prevenzione di determinate malattie, ma cerchiamo di non concentrarci unicamente alla componente di cui abbiamo bisogno, il bifido batterio come può essere la vitamina D o l’antiossidante, bensì all’interezza del prodotto. Ancora meglio se la componente non è addizionata, ma naturalmente presente nell’alimento stesso.


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Luisa Gragnoli

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Tecnico

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